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LE ARTI VISIVE E LA MUSICA

 

Il Liceo coordina incontri con filosofi, musicologi, compositori per avvicinare gli studenti all’ascolto e alla conoscenza della Musica contemporanea. Mai come nel ’900 la musica si è sviluppata secondo meccanismi e concetti analoghi a quelli delle arti visive; termini come materia, spazio, oggettività, informale, comportamento, si riscontrano e caratterizzano ambedue le discipline.
L’obiettivo delle conferenze è quello di promuovere negli studenti la comprensione di concetti compositivi considerando come essi sono stati concepiti all’interno dei due codici. Analoghi aspetti compositivi vengono infatti visti all’interno di diverse discipline per renderne più ricca e articolata la trattazione, per facilitarne la comprensione e l’elaborazione. Una finalità degli incontri consiste nel re-indirizzare gli interessi dello studente di discipline artistiche dalla cultura di massa verso forme estetiche complesse e raffinate che implicano questioni di ordine speculativo e offrono, come nella Musica, le espressioni tra le più alte del pensiero.

 

L’unità dello spazio musicale richiede una percezione assoluta e unitaria. In questo spazio non v’è, in assoluto, sopra o sotto, destra o sinistra, avanti o dietro …
Come possiamo riconoscere un coltello, una bottiglia o un orologio in qualunque posizione essi si trovino, e possiamo immaginarli in tutte le posizioni possibili, così un creatore musicale può operare spontaneamente con una serie di note, non tenendo conto della loro direzione e dei riflessi delle loro relazioni, che restano una quantità invariabile.”

Arnold Schönberg, Composizioni con dodici note, 1941


 

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Pirelli HangarBicocca - 23 novembre 2018
 





CRONOLOGIA
ITINERARI DELLA MUSICA CONTEMPORANEA -
PROGETTI, ATTIVITA', CONFERENZE DI FILOSOFIA DELLA MUSICA



CLASSI/ALUNNI NEI LUOGHI DELLA MUSICA


23 novembre 2018
PIRELLI HANGARBICOCCA, Milano
27° FESTIVAL MILANO MUSICA
Musiche di Massimo Bertoncini, Richard Barret, Daniele Ghisi
ZAUM_Percussion, Salome Kammer, voce


22 novembre 2018
Ex Chiesa si San Carpoforo, Milano
SUONO E ARTE
Musiche di Sciarrino, Nono, Fedman, Bartok, Kurtág

Ensemble Icarus

13 marzo 2018
PHILHARMONIE, Berlino
Musiche di Stravinsky, Martinu, Sibelius
Finnish Radio Symphony Orchestra, Hannu Lintu, direttore; Sol Gabetta, violoncello
(Viaggio d'istruzione a Berlino)


25/10/2017
TRAIETTORIE 2017
XXVII Rassegna Internazionale di Musica Moderna e Contemporanea, Parma

Olivier Messiaen,
Quatour pour la fin du temps
Sala dei Concerti della Casa della Musica,
Hae-Sun Kang e i giovani talenti del Conservatorio di Parigi



4/10/2017
BIENNALE MUSICA 2017
61. Festival Internazionale di Musica Contemporanea
Teatro alle Tese, Arsenale, ore 20:00
Hanatsu Miroir, Maurilio Cacciatore

La Vallée des Merveilles
prima esecuzione italiana


24 MAGGIO 2017
TEATRO FARNESE, Parma
Lezione concerto e Prova antegenerale del PROMETEO. TRAGEDIA DELL'ASCOLTO di Luigi Nono
Ensemble Prometeo, Filarmonica Arturo Toscanini
Direttore, Marco Angius; Live Electronics, Alvise Vidolin

15 marzo 2017
KAMMERMUSIKSAAL, PHILHARMONIE, Berlino
Musiche di Beethoven, Mozart, Danzi, Ravel
Andreas Ottensamer, clarinetto e Varian Fry Quartett (Berliner Philarmoniker)
(Viaggio d'istruzione a Berlino e Dessau)

16 marzo 2016
GASTEIG
, Monaco di Baviera
Musiche di Brahms, Liszt, Elgar
Münchner Philharmoniker, Nikolaj Znaider, direttore; Alice Sara Ott, pianoforte.
(Viaggio d'istruzione a Monaco di Baviera, Murnau am Staffelsee e Kochel am See)




CONFERENZE



In corso: GENEALOGIE DEL MODERNO

Serie di tre conferenze sulle origini del 'moderno' nella musica, nelle arti visive, nel cinema

Periodo: dicembre 2018-febbraio 2019

6 dicembre 2018

CARLO MIGLIACCIO - Musica e natura. La modernità di Debussy nel centenario della morte.

28 gennaio 2019

CARLO SERRA - Fra Mondrian e il jazz: ritmo come scansione, ritmo come groove

26 febbraio 2019

ROBERTO CHIESI - Volto e paesaggio nel cinema della modernità: Antonioni, Bergman e Godard


(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano
)





MEMORIA DEL MODERNO


Serie di cinque conferenze sulla presenza del mondo greco nelle Avanguardie del XX secolo
Periodo: dicembre 2017-aprile 2018
Conferenze di Carlo Serra, Carlo Migliaccio, Roberto Chiesi (cinema), Francesco Bernardelli (arti visive), Leonardo Sangiorgi - Studio Azzurro (arti visive)


LE SUGGESTIONI DELLA GRECITA'
TRADIZIONE E INNOVAZIONE NELLA MUSICA DEL NOVECENTO
gennaio 2018

CARLO MIGLIACCIO - Filosofo della musica. Ha studiato Composizione sperimentale con  Niccolò Castiglioni e Luca Lombardi, ricercatore in Filosofia presso l’Università di Tolosa, docente Storia e Filosofia. Dal 1993 collabora al Seminario permanente di Filosofia della musica, fondato da Giovanni Piana, presso l’Università degli Studi di Milano.
Tra le sue pubblicazioni si segnalano quelle su Stravinskij,  Bergson,  Ernst Bloch, Debussy, Vladimir Jankélévitch. Ha curato Introduzione alla filosofia della musica (Utet, 2009)

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)





RIPENSARE IL SUBLIME. OEDIPUS REX DI IGOR STRAVINSKY
dicembre 2017

CARLO SERRA - Laureato in filosofia su relazione di Giovanni Piana, presso la cattedra di Filosofia Teoretica dell’Università Statale di Milano. È coordinatore del Seminario Permanente di Filosofia della Musica presso la stessa Università. Ha studiato pianoforte, flauto e, da pochi anni, tablas. Dirige il sito “Spazio Filosofico” e le edizioni del Dodecaedro, con G. Piana, E. Franzini, P. Spinicci. È direttore dell’Annuario on-line “De Musica”. Ha insegnato Elementi di Musica Primitiva ed Estetica musicale presso l’Università Statale di Milano, dove ha tenuto Laboratori di Filosofia della Musica dedicati al tema del ritmo, dei rapporti fra voce e spazialità, ai rapporti fra ritmo e metro (Numero e tempo), al modello naturale in musica. Ha insegnato Elementi di matematica per Filosofia della Musica presso l’Università di Palermo. Insegna Estetica e filosofia della musica presso l'Università della Calabria.

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

 


PARIS 1913
Cento anni dalla prima esecuzione de Le sacre du printemps di Igor Stravinskij (Parigi, 29 maggio 1913)
Liceo Cassinari, novembre-dicembre 2014


AUGUSTE PERRET E IL TEATRO DEGLI CHAMPS-ELYSÉES (1911-’13)

dicembre 2014

LUCIA VALENTINI - Docente di Discipline architettoniche presso il Liceo Artistico Statale "B. Cassinari"



GLI ARTISTI DELLE AVANGUARDIE E IL BALLETTO (1906-’29)
dicembre 2014

TITTI DI STEFANO - Docente di Discipline pittoriche presso il Liceo Artistico Statale "B. Cassinari"



LA SAGRA DELLA PRIMAVERA E L’INIZIO DEL NOVECENTO MUSICALE
novembre 2014

CARLO MIGLIACCIO


(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)




CICLO DI CONFERENZE, PROGETTO "DAL PUNTO IN MOVIMENTO... UN VIAGGIO"


PUNTI SONORI

maggio 2013

CARLO SERRA

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

 

APPUNTI DI VIAGGIO MUSICALI
maggio 2013

CARLO MIGLIACCIO

Arte del divenire e del tempo, la musica si presta ad accogliere il tema del viaggio sia come metafora della vita sia come essenza del movimento, dell’apertura mentale, del rifiuto della staticità. E il musicista stesso, necessariamente, è un viaggiatore sia nello spazio che nel pensiero, come si riscontra nel mito e nella storia. Se la musica non può che essere un viaggio, il viaggio si trova anche all’interno della musica, nella sua forma, nelle pieghe della sua tecnica e del suo linguaggio. La conferenza propone un itinerario attraverso alcuni ‘luoghi’ significativi del viaggio in musica, come emergono per esempio nella poetica di Debussy, nel mito del Wanderer schubertiano, in brani di musica contemporanea rapportati alla letteratura e alle arti figurative, con particolare riguardo all’opera e all’estetica di Paul Klee: lo scopo è di far luce sulla pratica e sullo stesso comporre musicale, paragonato proprio a un percorso, con una partenza, un peregrinare, delle soste, dei ritorni, una fine, nella cui dinamica può solo prendere forma quell’oggetto particolare, misterioso e meraviglioso, che si chiama pezzo di musica (Migliaccio).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)




CICLO DI CONFERENZE: IL CONCETTO DI ORGANICITA'


ORGANICITA' DELLO SPAZIO SONORO

maggio 2011

ROBERTO FAVARO – Laureato in Filosofia presso l’Università di Padova, perfezionatosi in musicologia presso la Humboldt Universität di Berlino, ha studiato Musica Elettronica presso il Conservatorio di Padova. È docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano dove è titolare della cattedra di Storia dello Spettacolo e della Musica, di Estetica Musicale presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera Italiana) e di  Storia della Musica presso la Facoltà di Design e Arti dello IUAV di Venezia. Si occupa in particolare, oltre che di storia della musica, delle relazioni tra musica e diversi linguaggi artistici e della comunicazione. Dal 1987 è caporedattore della rivista di studi musicali Musica/Realtà.

Musica e architettura, spazio e suono, condensano molte opportunità di sviluppo della tematica proposta da questo ciclo di incontri. Una strutturale organicità definisce infatti l'identità stessa dello spazio sonoro, che induce ad espandere la nostra attenzione visiva e uditiva. O meglio, dispone il nostro occhio ad ascoltare e il nostro orecchio a guardare. Spazio sonoro è infatti l'ambiente naturale o architettonico che risuona di spontanee riverberazioni. Ma è anche un ambiente destinato e costruito volutamente per la diffusione del suono e della musica. Spazio sonoro è anche il senso della musicalità pietrificata, implicita nelle forme, nelle linee, nei piani, nei ritmi, nelle proporzioni armoniche di un oggetto visivo, architettonico, plastico. Spazio sonoro è la voce dei materiali , dei manufatti, la loro possibile esecuzione. Ma spazio sonoro è anche una composizione che si fa spazio, che definisce ambienti immaginari, che stimola a vedere forme e strutture articolate nel tempo, come edifici che si costruiscono nell'aria, risonando intorno e dentro di noi. Spazio sonoro è infine, organicamente, la segreta, intrappolata potenzialità musicale di qualsiasi cosa nel mondo (Favaro).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

 


LE AVVENTURE DELLA FORMA. SUONO E NATURA TRA GOETHE, MAHLER E SCHOPENHAUER
maggio 2011

CARLO SERRA

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

 


MELOTTI E LA MUSICA
maggio 2011

CARLO MIGLIACCIO

Nell’arte di Fausto Melotti la musica è quasi costantemente presente sia nei suoi interessi personali sia come fonte di creatività e di riflessione. Non solo i titoli di molte sue opere sono esplicitamente musicali, ma anche la sua estetica, il suo atteggiamento metodologico, la sua peculiare forma mentis artistica è fondamentalmente collegata a questioni tipicamente musicologiche. I temi dell’articolazione formale, dell’organicità compositiva, dell’astrazione e della materialità sono i prevalenti motivi di contatto tra musica e scultura. La conferenza si propone di focalizzare le relazioni esistenti tra due arti apparentemente distanti, che invece si equilibrano mirabilmente nella produzione di uno degli artisti più originali del panorama italiano contemporaneo (Migliaccio).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

 


MECCANICITA' E ORGANICITA' IN MUSICA
aprile 2011

CARLO MIGLIACCIO

L’incontro si propone di affrontare il tema dell’organicità confrontandolo con quello, apparentemente opposto, del meccanismo, della ripetizione e della staticità. In musica, tutto ciò che è movimento, dinamismo e vitalità emerge in modo dialettico a partire da ciò che vi si contrappone e che spesso coesiste anche all’interno di una medesima composizione. Sia nel linguaggio e nella tecnica musicale sia nel carattere imitativo e descrittivo della musica è ravvisabile questo intreccio di tematiche, che consente di ridefinire concetti come forma, struttura, materia, creazione. Alcuni esempi significativi chiariranno adeguatamente i termini del problema, mentre il confronto con le arti figurative e con la riflessione estetica apporterà elementi di maggiore sollecitazione teorica (Migliaccio).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

 

 

CICLO DI CONFERENZE: PRINCIPIO DI RAZIONALITA' E FORMATIVITA' NELLE ARTI

 

FRA COSMO E MASSA SONORA. L'AVVENTURA DI IANNIS XENAKIS
aprile 2010

CARLO SERRA

Non è una novità: una grande parte delle avanguardie del Novecento nasce sotto l’insegna di una riscrittura dell’antico: non si tratta di riprendere delle categorie estetiche classiche, e di costruire un paradigma conforme a canoni già definiti, ma di ricreare le condizioni per una classicità, inventare nuovi parametri, che ridiano ordine ad un mondo sconvolto da due guerre mondiali. Iannis Xenakis avverte questo tema con crescente intensità, andando a scoprire una delle categorie più antiche, e sotterranee della nostra tradizione estetica, la nozione del Sublime, e ricostruendo con essa un approccio a quelle componenti materiche del suono, che sono tra le protagoniste dell’avventura organologica del secolo scorso: riconquistare  un cosmo  partendo dalla massa sonora, o ritrovare l’incombenza della materia nel gioco delle forme, sembra essere la linfa di una ricerca che corre tra musica, architettura e rifondazione del mito (Serra).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)



IL SUONO E L'ORRORE: LA FUGA DAL CONTINUO NELLA MUSICA GRECA
aprile 2010

CARLO SERRA

In che modo può sedurci l’orrore? Questa domanda, che si insegue nella riflessione filosofica antica fino alle grandi proposte sistematiche di Platone e Aristotele, costituisce una linfa sotterranea di tutta l’avventura speculativa della teoria musicale greca. In effetti, ogni figura dell’orrore, da Medusa alle Sirene, nello sfrangiarsi delle interpretazioni che le costituisce, viene connotata da fenomeni acustici, che hanno una qualità riconoscibile, e che trova fondamento nel gorgogliare di suoni materici, continui, glissanti e sussurrati, che ne accompagnano le occorrenze. Suoni, al tempo stesso, micidiali e seducenti, come quelli della Sfinge e glissanti, come quelli dell’aulos, che seducono, distraggono, ingannano, diventati oggetti (Serra).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)



IL RAPPORTO TESTO-MUSICA
dicembre 2009

CARLO MIGLIACCIO

La musica, si dice spesso, è l’arte che maggiormente emoziona, che suscita sentimenti, che fa commuovere ecc. Ma la musica è anche forma, struttura, matematica. Come si conciliano questi due aspetti, apparentemente opposti, dell’arte dei suoni? Non è possibile anche emozionarsi per la pura forma, oppure essere “toccati” emotivamente dalla musica, pur senza provare nessun sentimento determinato? E inoltre: le nostre emozioni non hanno forse anch’esse una forma, una struttura, un movimento che assomiglia a quello della musica? Con esempi tratti sia dai classici che dai contemporanei, si cercherà di capire come possa avvenire quello strano, ma frequente fenomeno dell’emozionarsi, e magari persino piangere, all’ascolto di semplici suoni innocenti.
La musica è un’arte autonoma; eppure da sempre, fin dalle origini, si è associata alla parola, ha “accompagnato” il testo parlato, ha dato sonorità alla poesia e al dramma teatrale. E anche quando ha rivendicato la propria indipendenza dai contenuti, come nell’arte del Novecento, essa ha continuato a “duettare” con la parola, valorizzandone la musicalità e facendone emergere intrinseche potenzialità emotive e comunicative. Attraverso l’ascolto di alcune canzoni - Lieder e chansons - significative, si cercherà di scoprire il senso di questa intima e profonda relazione tra la musica e il testo (Migliaccio).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)


LA FORMA E L'EMOZIONE IN MUSICA
novembre 2009

CARLO MIGLIACCIO

La musica, si dice spesso, è l’arte che maggiormente emoziona, che suscita sentimenti, che fa commuovere ecc. Ma la musica è anche forma, struttura, matematica. Come si conciliano questi due aspetti, apparentemente opposti, dell’arte dei suoni? Non è possibile anche emozionarsi per la pura forma, oppure essere “toccati” emotivamente dalla musica, pur senza provare nessun sentimento determinato? E inoltre: le nostre emozioni non hanno forse anch’esse una forma, una struttura, un movimento che assomiglia a quello della musica? Con esempi tratti sia dai classici che dai contemporanei, si cercherà di capire come possa avvenire quello strano, ma frequente fenomeno dell’emozionarsi, e magari persino piangere, all’ascolto di semplici suoni innocenti (Migliaccio).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)



LA MUSICA NELLE ARTI CONTEMPORANEE
aprile 2009

PAOLO MARZOCCHI – Diplomato in Pianoforte, in Composizione e Musica elettronica presso il Conservatorio di musica "G. Rossini" di Pesaro. Nel corso degli ultimi quindici anni ha scritto ed eseguito musica per contesti che vanno dal teatro, al cinema, alla radio, fino alle sperimentazioni con altri linguaggi e alla composizione “pura”, ricevendo diverse commissioni per la realizzazione di opere pianistiche e orchestrali. Tra i committenti figurano il Concorso Internazionale Pianistico “Città di Senigallia” XXX edizione, il Teatro dell’Opera di Roma, la Fondazione Arena di Verona, l’associazione Musicamorfosi di Milano, l’Ente Concerti di Pesaro, l’Orchestra Sinfonica di Grosseto, il Festival “Terra di Teatri” di Macerata, e recentemente gli Amici della Musica di Ancona, l’orchestra Filarmonica Marchigiana, l’orchestra “Benedetto Marcello” di Teramo e quella dei Pomeriggi Musicali di Milano.
È docente di Sound design e di Musica per i media presso le Accademie di Belle Arti di Urbino e Macerata e l’Università degli Studi di Macerata.


Ritenendo di sviluppare le modalità di  accoglienza delle classi Prime ponendole a diretto contatto con la realtà artistica contemporanea e con alcuni dei suoi esponenti di spicco il Liceo propone un incontro dedicato ad uno degli aspetti fondamentali delle arti contemporanee, quello della relazione tra i diversi linguaggi espressivi.
L’incontro rispecchia una delle prerogative del Liceo « Cassinari », quella del suo specifico interesse nei confronti della pluridisciplinarità tra i linguaggi, in particolare verso la musica e il cinema. Tale prerogativa informerà l’intero percorso di studi degli allievi e l’incontro con il compositore Paolo Marzocchi vuole essere un’occasione perché il Liceo presenti agli Studenti, già delle classi prime,  la propria fisionomia. 
Durante l’incontro il Paolo Marzocchi presenterà un percorso sul suono, partendo dal fenomeno sonoro (il suo spettro, la nostra voce, i paesaggi sonori) volgendo lo sguardo all’oggetto musicale (la melodia e le sue possibili letture,  il contrappunto); parlando successivamente della propria produzione in collaborazione con videoartisti, con riferimento – tra gli altri – al lavoro realizzato per la Biennale di Venezia (2005) e a quello vincitore del Milano FilmFestival 2007.

(Progetto di accoglienza per le classi prime, promosso dalla Provincia di Piacenza)



L’ASCOLTO DEL ROMANZO. RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MUSICA E LETTERATURA
aprile 2008

ROBERTO FAVARO

Il rapporto tra musica e letteratura viene indagato a partire da un terreno specifico e particolare: il romanzo. Nel corso della conferenza, si introdurrà all’idea di ascolto del romanzo attraverso esemplificazioni di come la matrice acustica, sonora, musicale attraversi la scrittura e il contenuto narrativo portando valore aggiunto alla capacità espressiva, informativa, emozionale dell’opera letteraria. Seguendo i diversi fili sonori, si mostrerà come, attraverso un lavoro sofisticato di orchestrazione, lo scrittore elabori una sorta di  colonna sonora che accompagna le vicende raccontate.

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)



LA FORMA DEL SUONO. IL SUONO DELLA FORMA
RIFLESSIONI SUL RAPPORTO MUSICA E ARCHITETTURA
aprile 2008

ROBERTO FAVARO

Il rapporto tra musica e struttura è al centro della conferenza che orienterà la propria indagine verso i rapporti che intercorrono tra musica e architettura nelle sue diverse opzioni e manifestazioni. Nel corso della conferenza si cercherà di focalizzare i punti di contatto tra musica e architettura a partire dalle continue rifrazioni di linguaggio e di comportamento linguistico, per poi indagare più a fondo i rapporti tra musica e spazio nelle specifiche dimensioni della casa, della città, della fabbrica, del territorio.

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)



IL RITMO E LE STRUTTURE NARRATIVE
novembre 2007

CARLO SERRA

Il concetto di ritmo va pensato come vincolo, vincolo potente, che tenta di arginare il flusso del tempo: formazione fuggente, meno riconoscibile del concetto di forma, perché legata ad una fluidità che lega il carattere della cosa al suo accadere nel tempo, meglio ancora all’organizzazione narrativa di una struttura, il ritmo è un concetto complesso, e pericolosamente ampio  e possiamo chiederci cosa significhi riconoscere un ritmo: il ritmo tiene insieme una narrazione, che sia un’intera vita, o la prospettiva che guida l’inquadratura di un’immagine, o, ancora, un che tiene in tensione le durate musicali (Serra).

(Contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano)



RAGIONE ED ESPRESSIONE NELLA MUSICA
novembre 2007

CARLO MIGLIACCIO

La conferenza si propone di individuare il senso di una logica e di una razionalità in musica, sia analizzando esempi tratti dalla classicità musicale sia percorrendo alcuni esempi della riflessione filosofica e musicologica. Si focalizzerano alcune fattispecie di musica costruita su canoni di ordine razionale, come simmetrie e ripetizioni. Si cercherà poi di affrontare il tema della costruzione in rapporto all'espressione, e si opererà infine un confronto con l'analoga problematica esistente all'interno delle le arti visive, in particolare in Klee e Kandinskij (Migliaccio).

(Contibuto della Fondazione di Piacenza e Vigevano)

Pubblicazione nella collana Intersezioni n. 3


 

CICLO DI CONFERENZE: ITINERARI DELLA MUSICA CONTEMPORANEA


L’ARTE: CASO O NECESSITÀ? L’ARTE E LA MUSICA AL BIVIO FRA RAZIONALITÀ MODERNA E RELATIVISMO POSTMODERNO
marzo 2006

CARLO ALESSANDRO LANDINI – Compositore. Docente presso il Conservatorio di Musica “G. Nicolini” di Piacenza. Ha tenuto seminari presso la Columbia University e in diverse università americane. È ospite regolarmente invitato dai “Ferienkurse für Neue Musik” di Darmstadt. Fra le esecuzioni notevoli delle sue composizioni quella della Sinfonia in la per grande orchestra (Parigi), la Terza sonata per mano di M. Damerini, il quartetto Changes ad opera dell’Arditti String Quartet. Si dedica anche alla ricerca musicologica e alla saggistica, collaborando a giornali e riviste specializzate.

In esame l’opposizione fra il mito razionalista e l’alea. La ricostruzione post-bellica. Il modernismo e, antagonistico rispetto a quest’ultimo, il relativismo postmoderno.
I nomi sono – fra gli altri – quelli di Piet Mondrian, di Anton Webern, di John Cage, di Mark Rothko, di Morton Feldman, di Francesco Clemente.

Il flautista Lorenzo Missaglia esegue, durante la conferenza, una composizione di Carlo A. Landini in prima esecuzione italiana.



SILENZI ELOQUENTI. IL PAESAGGIO SONORO DI JOHN CAGE
marzo 2006

ROBERTO FAVARO

La conferenza introduce la figura, l’opera e il pensiero compositivo di John Cage, una delle personalità più problematiche e affascinanti della musica del XX secolo e riserva una particolare attenzione ad alcuni dei temi più importanti dell’estetica cageana, come l’idea di tempo e di spazio, il concetto di silenzio, il principio di casualità e di indeterminatezza, il rapporto suono-rumore, le relazioni con le arti visive e con la danza.

 


MUSICA E SHOAH
gennaio 2006

INCONTRO IN OCCASIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA
(in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti)

CARLO MIGLIACCIO

Ai tragici eventi della storia contemporanea molti musicisti hanno dedicato composizioni che, al di là della pura celebrazione, si pongono come testimonianza del dolore collettivo e di una lacerazione esistenziale: Un sopravvissuto di Varsavia di Arnold Schönberg, Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen, Canto sospeso di Luigi Nono, sono tre esempi di come la musica possa elaborare la sofferenza, renderla quasi percepibile e trasfigurarla nel suo peculiare linguaggio (Migliaccio).



LA SERIETÀ E L’IRONIA DELLA MUSICA
STRAVINSKIJ E SATIE TRA NEOCLASSICISMO E DADAISMO
dicembre 2005

CARLO MIGLIACCIO

L’incontro è l’occasione per comprendere come concetti propri alle arti visive, in questo caso il neoclassicismo e il dadaismo, si ritrovino contemporaneamente sviluppati, con analoghe conseguenze, anche nella musica moderna.
Il senso della classicità nei due compositori.
Il confronto tra le musiche di Pulcinella e di Parade, balletti per i quali Picasso realizzò costumi e scenografie.
La cultura parigina d’inizio ’900 e il ruolo di Satie come figura chiave della concezione dadaista che avrà sviluppi futuri lungo tutto il XX secolo. Riferimenti a Picasso, Henri Rousseau, Puvis de Chavannes, Duchamp, Man Ray, Brancusi.



LA MUSICA “COLTA” DEL ’900 E IL SUO RAPPORTO CON LE ALTRE ARTI
maggio 2005

CARLO ALESSANDRO LANDINI

Intrecci, analogie, orientamenti che lungo il ’900 si sono sviluppati tra i diversi codici espressivi. Concezioni e procedimenti differenziati sono presentati attraverso l’esperienza creativa e l’atteggiamento critico di un compositore. Tra gli argomenti affrontati: la razionalità in arte e l’anti-arte. La poesia visiva. La musica fatta dai pittori, i musicisti e le arti visive. L’arte, la musica e le nuove tecnologie – Edgar Varèse (ascolto dal vivo di Density 21.5 *), Bruno Munari, Victor Vasarely, Enzo Mari. Minimalismo – Sol LeWitt, Mark Rothko, Steve Reich, Morton Feldman. La percezione del tempo –  Joyce, Proust  –  e dello spazio.

* Esecuzione della allieva del Conservatorio "G. Nicolini" di Piacenza, Eleonora Bonizzoni,
allieva del M° Lorenzo  Missaglia

Pubblicazione nei Quaderni del Liceo n. 3

 



LA CONCEZIONE DELLA SPAZIALITÀ NELLA MUSICA “COLTA” DEL ’900.
ALCUNI INTRECCI TRA SUONO, ARCHITETTURA, LETTERATURA E ARTI VISIVE
aprile 2005

ROBERTO FAVARO

La concezione della spazialità affrontata prevalentemente su un terreno che trova una diretta analogia con gli sviluppi delle arti visive. La musica dello spazio – l’intero mondo sonoro, appartenente allo spazio “esterno” e all’ambiente (rumori, suoni naturali, ecc.), entra a far parte, nel XX secolo della composizione musicale; riferimenti alla letteratura (D’Annunzio), al Futurismo (Russolo), alla musica concreta (Schaeffer, Nono), a Cage, alle geografie della musica. Altre prospettive affrontate dal relatore sono state quelle dello “spazio della musica” (l’ascolto della musica da una molteplicità di direzioni), la musica che guarda all’ambiente imitandone i suoni, lo spazio per la musica (le architetture dedicate alla musica). Riferimenti a Biagio Marini, Andrea e Giovanni Gabrieli, Morton Feldman, Charles Ives, Antonio Vivaldi, Arthur Honegger, Aleksander Mosolov, Dino Buzzati. Edgar Varèse, Iannis Xenakis, Le Corbusier, Emilio Vedova, Renzo Piano.

Pubblicazione nei Quaderni del Liceo n. 3

 


LA NASCITA DELLA MUSICA MODERNA
CRISI DEI LINGUAGGI ARTISTICI E MUTAMENTI FILOSOFICI NEL PRIMO NOVECENTO
aprile 2005

CARLO MIGLIACCIO

La nascita della musica moderna con Schönberg, Debussy e Stravinskij. Le poetica dei tre autori rispetto al sistema tonale. Erwartung di Schönberg, Voiles di Debussy, L’Histoire du soldat di Stravinskij: relazioni e analogie di carattere compositivo tra musica e pittura con l’espressionismo di Munch, il post-impressionismo di Seurat, Hokusai, il cubismo di Picasso. Esempi di grammatica della musica nel considerare il passaggio dal sistema tonale alla dodecafonia, alle scale esatoniche, alla politonalità.
Riferimenti al pensiero di Ernst Bloch, Bergson, Adorno, Jankélévitch.

Pubblicazione nei Quaderni del Liceo n. 3


Conferenze a cura di: Prof. Antonio Romano
Docente di Discipline Pittoriche