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Da molti anni la scuola, attraverso il proprio progetto di autonomia, ha sposato l’idea che la formazione nel settore artistico dovesse andare nella direzione di un netto rifiuto del concetto di standard formativo, per promuovere con determinazione una formazione fortemente individualizzata, che sapesse tener conto e valorizzare le vocazioni e le inclinazioni di ogni studente.
Da tale considerazione è nata la necessità di porre a fianco della cultura dei linguaggi, altra importante prerogativa del Liceo, lo sviluppo della creatività, considerata ambito privilegiato per la crescita di una diversità che è segno di rispetto per l’individuo e occasione di affermazione del diritto di cittadinanza.
Sulla scorta di tale convinzione è nata l’Area dei progetti della scuola, come occasione nella quale ciascun individuo può maturare in modo assolutamente originale, la propria vocazione.
Tale operazione, che ha investito direttamente tutta la popolazione studentesca, ha determinato una riconsiderazione del ruolo del Docente come professionista della formazione, dotato anch’esso di una libertà che è garanzia di valorizzazione delle personali capacità: tale ripensamento, a cui è seguita una fase di una lunga metabolizzazione culturale, pone l’individuo Docente al centro dell’operatività e ne individua le potenzialità personali come risorsa di diversità da mettere al servizio di un sistema articolato, che si fonda sull’esercizio della libertà.
La valorizzazione della diversità, intesa come risorsa, ha condotto la scuola ad accogliere il principio universale di integrazione che pone oggi l’attenzione verso l’ambito della multiculturalità come verso il mondo dell’handicap, considerando quest’ultimo come fatto di ulteriore diversità, soggetto ad integrarsi ed a costituire al pari delle altre diversità una risorsa per la realizzazione dell’obiettivo di una scuola autenticamente aperta.

I princìpi che hanno ispirato la progressiva crescita della scuola, si pongono come singoli segmenti di un ragionamento di organica evoluzione, che non ha registrato né rifiuti o ripensamenti: i punti che ci siamo prefissi e per i quali abbiamo lavorato, restano egualmente tutti validi e parimenti presenti nella vita della scuola, con la sola differenza di constatare oggi una multiformità di aspetti che la scuola stessa ha assunto ben oltre i confini ristretti dei semplici indirizzi che questa detiene.

Il Liceo Artistico pertanto si definisce oggi come la somma di molti princìpi ideologici, dei quali nessuno si è perduto o è stato rinnegato in una logica di un autentico pluralismo culturale.
Il Liceo Artistico pertanto sposa oggi, come al suo inizio, l’idea di voler essere scuola dei linguaggi, ma al tempo stesso opera nella direzione della interazione di questi, della creatività, della formazione individualizzata; essa è scuola dell’integrazione e della multiculturalità.
Ciò che ci preme tuttavia porre all’attenzione dei nostri nuovi iscritti è l’assetto di complessità che il Liceo “Cassinari” ha assunto nella presenza di una molteplicità di “anime”, che armonicamente convivono e costituiscono l’oggetto del nostro formare.

 

 


Viaggiare
ricercando mete prescelte,
collegando nell’esperienza intellettuale e sensibile
il filo della propria autonomia conoscitiva
è crescere,
dilatare se stessi
per consentirsi la cittadinanza dei luoghi,
del Luogo.


 
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